sabato 25 aprile 2015

"L'Ascesa"


Il progresso che lento nella foresta vige
ai bordi d'un bruno e sedentario ruscello
rischiaro la bocca d'acqua di rifocillante voce

posto al regime d'una foglia
che nello scettro della vita sinapsi riconviene
sussurra il dèmone all'alba dolce;
il cielo, la terra; alla mercé del tempo la mia coscienza sviene

la pietra filosofale della femmina demoniaca
nell'equilibrio che i piatti della bilancia regge
cado da epicentro e in batter d'occhio (ora) son formica

le forze ataviche della terra
risplendono nel sangue dai martiri partigiani
due cavalli nella scacchiera delli specchi
uno al sole mira
l'altr'alla luna

i simboli della notte genuflessi alle statue degli dèi
felici di risplendere nell'ombra tremante della sottomissione
padrone io non son dei Filistei
coltivator di quel ch'era foresta in progresso
ed ora è orto nella mia cagione





Nessun commento:

Posta un commento