La vita corre
veloce come la bora d'inverno
che soffia agli apparati delle porte schiuse
battenti e latranti in attesa di quiete bonaria
veloce come la bora d'inverno
che soffia agli apparati delle porte schiuse
battenti e latranti in attesa di quiete bonaria
Un frutto cresce dalla terra
dolce è stata la sua semenza
opulenta la sua polpa
acre il suo destino
dolce è stata la sua semenza
opulenta la sua polpa
acre il suo destino
crebbe assieme ai popoli che gli diedero la forma;
un senso di profondo atterramento
suggella l'agonia d'istanti agonizzanti
un senso di profondo atterramento
suggella l'agonia d'istanti agonizzanti
Le vene tréman e rimembran sensazioni cùpide e mendace
il pelo fulvo di un corazza in grano e pomodoro
i lenti sospiri della notte
che si veste in cupo grigiore di attesa
il pelo fulvo di un corazza in grano e pomodoro
i lenti sospiri della notte
che si veste in cupo grigiore di attesa
Un libro tacito dalla copertina insipida
narra esso le vicende dell'uomo
in frenesia col simile
in armonia con se stesso
contemplatore d'idee
amante dell'alterco
che la sua figura più antica e pura
intraprende ogni dì al contatto col mondo.
Breve riflessione ontologica su ("Le Leggi") di Marco Tullio Cicerone (106 - 43 a.C.)
Dopo un preambolo nel quale Marco, Attico e Quinto si'incontrano e chiedono a Cicerone di comporre un'opera storico-poetica che descriva l'origine di Roma - compito gravoso che spetterà più avanti nel tempo a Virgilio -. la storia incomincia quando i tre compagni si spostano, per avere un confronto sul senso ontologico, tecnico e scientifico della legge, in un appartato posto ombroso in riva al mare. Così proprio come Platone che con Clinia - cretese - e Megillo - spartano - in un bosco ventilato di cipressi in Cnosso, si fermò a disquisire sull'ideale della società, Cicerone, parla ad Attico e a Quinto dell'esigenza di trovare il diritto e il senso della legge non tanto nella politica o nella religione, ma nella morfologia della natura, i quali princìpi intrinsechi sono leggibili e scardinabili per mezzo della filosofia. La legge non è dunque un'imposizione garante poiché esterna, sopra le parti o di derivazione e valenza metafisica - come accade per la concezione della Torah - ma è nella natura, un'impulso dell'animo umano; l'uomo ha in sé la formula di ogni legge in quanto parte del mondo animale.
E' dunque la nascita una legge? Lo è dunque la morte o la vecchiaia? Sì.
Ma allora quella che viene concettualmente considerata la legge, la legge giuridica per intendersi, cos'è?
Sarà allora un grande apparato che ha come fine ultimo e unico l'istituzionalizzazione della vendetta.
Allora la legge trae direttamente spunto, in modo inconscio o archetipico, dalla natura. L'uomo fonda la sua civiltà e, affinché essa possa mantenere una maggioranza stabilmente funzionale alla convivenza, costituisce le leggi attingendo dalla natura.
Qual è quell'aspetto intelligibile che costituisce l'espressione implicita della legge? l'etica, il modo di agire, di pensare, di riflettersi nel mondo: esso è null'altro che l'adattamento a ciò che Freud chiama nella sua teoria "Superio", vale a dire - tra le altre cose - quei principi impartiti all'individuo fin dalla sua tenera età affinché esso si potesse gradualmente e quindi stabilmente inserire a titolo nella società.
E da qui che parte un brave stralcio del mio viaggio metaforico nella storia. E' per questo motivo che il mio animo è propenso ad accettare qualunque espressione derivante dalla cultura, poiché quando si acquisisce consapevolezza di quanto appena affermato, tutto si delinea e le forme, nella loro diversità, perdono ogni significato, in quanto tutte rappresentano una forma; un richiamo alla natura che l'uomo, vivendo in comunità e immerso nell'idea, ha perso.
Per me non esiste una barriera tra lato conscio e lato inconscio se non la coscienza stessa. Più ampli la coscienza e più essa si estende a macchia d'olio verso l'idealizzato inconscio
Il dialogo è un confronto; una battuta seguita da una risposta. Interiormente 'causa ed effetto' sono solo idee, perché tutto accede in un solo momento: quando ti sei fatto la domanda, in realtà, sai già la risposta. Devi solo interiorizzarla o focalizzarla nel simbolico Fuoco Sacro.
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