L'Eterna Ipostasi del Mondo
(V. Giongo)
La costruzione retorica del sogno è un lavoro discretamente complesso che si articola su più fasi. Ha come fine il piallare l'acquisizione e la formazione dei concetti, esteriorizzati dal linguaggio e dall'oratoria.
L'esperienza onirica è dunque, prima di tutto, un linguaggio. Tale codice viene espresso quotidianamente, ma lo si percepisce durante il frangente più profondo del sonno più lontano dalla veglia, il quale è costituito da pochi minuti.
Potrei ben dunque affermare che il processo del sognatore è perennemente attivo, in ogni periodo del giorno. Solo quando si raggiunge a livello mistico e simbolico la caldera nel suo momento più quieto - coincidente nella sfera del mondo fisico con il raggiungimento dall'apice dello stesso - però, per quel breve frangente si acquisiscono le informazioni. Tale dinamica può essere rappresentata in modo allegorico dall'epifania serale e mattutina del pianeta Venere nel cielo. Colui o colei che, definito e definita nelle culture degli antichi il portatore o la portatrice di Luce, è il simbolo archetipico manifesto in quella zona intermedia, dove la coscienza si trova compressa tra il Mondo degli Uomini e il Mondo degli Dèi. In un limbo dove è ancora troppo Uomo per essere Dio ed è troppo Dio per essere Uomo, ma dove solo lì è in grado di esprimere pienamente la sua vera natura.
Quando la breve esperienza nel luogo di passaggio finisce, essa, rimane sedimentata nella ragione dell'inconscio e, col passare delle notti, acquisirà una sua delineata struttura espressiva, la quale, sotto forma di Desiderio, andrà a essere percepita come un'eterna, essenziale e paradigmatica ipostasi dal mondo (superiore) nel mondo.

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