giovedì 11 giugno 2015
Diario "11 giugno"
Oggi è giovedì 11 giugno, e un'aria afosa e di conifere si issa da un livido mare contornato da nuvole rosa.
Svegliatomi, ho giocato un poco col gatto. Sono due giorni che è con noi. Martedì pomeriggio, dopo la lezione di pianoforte, mi sono recato con mia mamma allo studio veterinario di Vado Ligure. Aspettato il nostro turno, siamo entrati nel locale della dottoressa. Nella stanzetta accanto, in una gabbia, ho visto il piccolo gattino grigio miagolare spaventato. Nelle prime ore di convivenza a casa ha mostrato una naturale e istintiva diffidenza verso di noi; per lui è cambiato tutto e di conseguenza ha dovuto studiare chi avesse attorno, prima di poter scoprire il tutto con una maggiore tranquillità. Nonostante lo spavento iniziale, però, già dalla tarda sera ha accennato a farsi accarezzare. Oggi, a distanza di tre dì e due notti, è pressoché adattato a noi. E' molto attivo, curioso e giocoso il giusto. E' grigio scuro e nero il manto; il suo musetto triangolare e gli occhi verdognoli. E' assai simpatico, lo ho convenzionalmente chiamato "Silvestro", come il gatto del cartone, perché essendo un trovatello proviene dalla "selva", da bosco, dalla selvaggia e spietata natura.
L'altro animale che ospito in questi mesi, ovverosia il girino Luigi II, detto Luois II, è cresciuto abbastanza. Appena preso non era più grande di un chicco di riso e mezzo. Ora, ha raggiunta una certa massa, tale da poter affermare che si trova ad affrontare la seconda parte del suo stato larvale, prima di divenire poi rospo o rana, chissà.
Entro la prossima settimana dovrebbero spuntagli le zampette posteriori, e, tra un paio di settimane, perdendo la coda, inizierà a divenire anfibio.
14 giugno.
Che bello il mattino, quando gli umani dormono ancora; quando il vento, timidamente, si affaccia dal mare brulicando tra l'ombrosa chiazza blu abitata da pesci e abitata da sale. Solo gli uccelli; piccioni e gabbiani, mi tengono compagna mentre passo per i giardini adiacenti alla via Aurelia. Un'altra nottata al forno è stata eseguita, e io me ne ritorno a casa con il mio pegno di pane. Saranno quasi due chili.
Passando per la piazza della Vittoria, fianco all'hotel Ligure, mi sono imbattuto nel più grosso gabbiano che abbia mai visto, per lo meno da vicino. Pareva un'oca. Lo rincorso a bassa velocità per giocare, e lui, anziché volarsene via, ha iniziato a correre goffamente sulle sue lunghe zampe palmate arance.
Percorrendo la passeggiata fino al Villino Costanza, ho quindi imboccato vico Bentivegna, nella sommessa speranza di trovare sveglio il bianco e schivo gatto Simba. Non ci era. In compenso, ho incontrato un signore, certamente un bagnante, che in abito blu e munito di cappellino dal colore abbinato e scarpe da ginnastica, saltellava per andare a correre da dove io ne ero venuto.
Sono le 6:18 e tra poco mi appresto a salire in casa; poserò il pane, saluterò il gatto Silvestro e il girino Luigi II e andrò a dormire.
15 giugno.
Bambino ingenuo che crede ancora nelle falsità del mondo,
sveglia la tua mano della terra virulenta dalla braccia conserte
e spalanca i tuoi orizzonti verso un più alto cammino
Un rispecchiare nel mondo l'ideale del piacere collettivo
non sarà panacea della tua anima
o la salvezza dei tuoi riottosi peccati
La storia a parer mio è fatta dai "se" e dai "ma".
Senza questi è una mera narrazione di nozioni
verso la quale non si può provare piacere,
insegnamento o la minima opulenza.
Tra i pini e i gli oleandri di un mare millenario
vola ancestrale un cerino sempre acceso
dal becco verso Magellano e l'ala destra a Capo Horn
sparge in mare le ceneri infinite dei suoi avi
E dopo tutto,
nella mia penna,
è già mattino.
Il Fascismo è stato un cancro. Come lo sono stati tutti i regimi dittatoriali! Non dovrà mai più succedere un qualcosa del genere. Ognuno deve avere il diritto di esprimere la propria opinione in completa libertà, senza essere torturato perché diverso, straniero o contro il sistema.
Lavoravano tutti perché chi non lavorava veniva tolto di mezzo.
\17/06
Ieri sera all'imbrunirsi è giunta dall'isola d'Elba Doris, l'amica tedesca di mia mamma. Io l'ho ritrovata - a distanza di quasi un anno dal mio viaggetto di dieci giorni a Monaco di Baviera - in un crepuscolo dapprima plumbeo e poi trasformatosi in piccola tempesta con tanto di vortice e tuoni per via del vento di mare.
Questa sera, sempre all'imbrunire, siamo andati al Cantinone Mare di Cesare, sul lungomare del Merello, al confine col comune di Bergeggi e Torre del Mare. Difronte all'isola.
Io sono uscito prima, verso le otto meno venti, assieme a mio padre che mi ha aspettato in agenzia. Per le scale ho incontrato Striscia, il gatto che vive con i miei zii e mio cugino: l'ho trovato tremendamente ingrassato e goffo. Forse perché ora sono abituato a vedere da me il piccolo Silvestro.
Dopo una decina di minuti, mia mamma e la sua amica, sono partite in bicicletta; Doris ha problemi alla schiena e non riesce a camminare oltre un certo punto. Ci hanno superato al Secondo molo, dopo i bagni Torino Palace dalla caratteristica insegna sferica gialla e rossa che ne sottolinea il nome.
23 giugno 2015
Oggi è martedì
L'imbrunire si fa fioco, la maestà aumenta, le genti rincasano lentamente alle loro tenere dimore. Io, da solo, m'appropinquo a salutare il giorno, con la sua sete, con la sua fame.
In questi giorni abbiamo ospitato in casa la cara amica della mamma; coi miei genitori essa ha fatto diversi viaggi. Io sono stato prevalentemente in casa a giocare col gatto e a esalare gli angusti spazi della mia parte più ambigua.
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