venerdì 5 giugno 2015

Diario: "5 giugno"






Oggi è venerdì 5 giugno, venti minuti al nuovo giorno. In questo periodo mi sono impegnato a cercare un gatto. Vorrei che venisse a tenerci compagnia. Possibilmente rossiccio. 
Ieri notte, nel mio benevolo stato insonne, ho fatto la conoscenza di un personaggio dapprima conosciuto sì, ma solamente di nome e d'immagine: dicasi Pier Paolo Pasolini. Come su un ramo ricurvo a una pozza di pianura, sono planato uccellino sulle idee sporche, immonde, altresì perverse e stereotipate dei lavori di quest'uomo. Un lavoro su tutti da lui fatto - che poi è l'unico da me davvero visto quest'oggi - è il film <<Salò o le 120 giornate di Sodoma>>. Un'opera da me vista in modo critico. Come essa a mio parere dev'essere vista. 
Il film è del 1975 - postumo di qualche settimana alla morte di Pasolini; il quale fu ucciso nella notte tra il 1 e il 2 novembre sull'Idroscalo di Roma in circostante ancora oggi oscure - ed è l'ambientazione tra il 1944 e il 1945, nel nord Italia, del libro saggistico ed erotico <<Le 120 giornate di Sodoma>> del conte Donatién de Sade (1740-1814). Il momento storico è corrisponde agli ultimi anni del periodo fascista, dunque, come intende il titolo, durante la Repubblica di Salò.   
Pellicola della metà degli anni Settanta, <<Salò o le 120 giornate di Sodoma>> è per me una sorta di passaggio di consegne auto assegnato; che trasmuta quanto fu Sodoma secondo il mito biblico e quanto fu la Sodomé francese di Luigi XVI, in quella che fu la Salò - quindi l'Italia - fascista. Lasciando però con l"o" una possibilità di scelta. Scelta che Pasolini ha sempre perseguito nei suoi ideali maturi strenuamente marxisti e anti borghesi. 
Tale realizzazione, risulta ancora troppo avanti agli occhi di certe persone del 2015. Composta da una trama psicanalitica ed esasperante, che, sovente, è talmente intrisa di evidenza al punto da perdere la stessa valenza artistica del significante, acquisendola in compenso nel puro significato che rappresentano le scene. 
Il tema cardine è un monologo espressivo del Potere sopra le parti che si manifesta sotto forma di un esercizio di totale svalutazione della persona; resa mero oggetto, succube del desiderio e triste protagonista di una vita vissuta all'insegna del piacere sessuale da comportare a chi comanda, perdendo così una qualsiasi identità personale o una qualsivoglia dignità. 
L'umiliazione che i soggetti - tutti ragazzi adolescenti - subiscono per soddisfare i perversi e malati piaceri di quattro ripugnanti energumeni verso la fine della mezza età; rappresentanti dei nomi che li stessi portano: ovverosia, il Monsignore, il Presidente, il Duca e l'Eccellenza; è il viatico sollecitante del film più espressivo che io abbia mai visto. 
L'uomo, guardando Pasolini, riscopre le sue fantasie. Per alcuni, le uniche vere fonti dell'esistenza.
Guardando il film, si prova un vero e proprio senso di colpa interiore. Un plico cartaceo d'immagini che rimane come drappo nello stomaco; un sasso pesante e devastante che però, una volta digerito nel suo complesso perché tremendamente semplice significato - io avendolo osservato solamente da un punto di vista artistico non ho dovuto digerire nulla, e tanto meno sentire drappi - diviene una sorta di anatema estetica sul profondo significato del passato e del Potere. Una caricatura elevata al surreale disgusto per la consumistica civiltà moderna, raggiungente l'apice della sua incontrollata decadenza alla fine della prima metà del Novecento.

 Ricordo poi, che quando questi viene pubblicato, siamo in Democrazia Cristiana; un'Italia molto diversa da quella di adesso. Nell'era del porno gratuito, delle donne immobili (mobili) in televisione e figli di una generazione molto più emancipata da certi dogmi e vincoli culturali; sono certo che siamo tutt'oggi scandalizzati da questa opera.
Provo a immaginare un prodotto del genere venduto quaranta anni fa cosa potesse scatenare.

Per il resto: non penso sia necessario commentare ulteriormente o dare una più zelante valenza al lavoro, poiché, come detto, esso è un viaggio psicanalitico nel quale i personaggi interpretano tutti gli aspetti del desiderio più basso e impuro dell'uomo. Per il resto ci sono le immagini.
















06 Giugno

"Orgasmo psichico e nascosto di identità"

Si attende ad osservare il vuoto
che talvolta un orgasmo colma
nella sua voluttà d'intenti sovrapposti

Bassa altezza della mente
tu che voli al di sotto del mio potenziale
incarnati nel gioco e nell'ideale espresso dal Potere.

E quel tremore d'inferiorità
che si consuma mesto s'una spiaggia
spiovente all'immondo piacere
di annientar l'avversario tramite le pedine della mente.


Perché il calcio è così seguito dalle masse? perché esso rappresenta la società di oggi. Il calcio è un rituale, un'anatema, che concentra su di sé tutti gli aspetti primari della vita (il desiderio di protagonismo, il denaro, la fama, l'ordine, la congregazione, la suddivisione dei popoli - in questo caso in squadre).
Tramite la televisione, internet, e tutti gli apparati che appoggiano la grande industria del pallone; lo spettatore si sente in un certo qual modo estraneo a ciò che sta vedendo. E' una veduta empirica del successo, tangibile attraverso uno schieramento piuttosto che verso un altro. E' logico capire che io mi stia riferendo ai tifosi più assidui, passionali e informati.
Il gioco del calcio per conto suo ha una estetica certamente opulenta, ma come del resto la può avere un qualsiasi altro sport o disciplina non considerata nei confini come il nostro, solitamente limitato sotto l'aspetto sportivo, e per attenzioni, e per azioni.

Questa sera alle 20:45 avrà luogo allo stadio Olimpico di Berlino - ristrutturato per i mondiali calcistici tedeschi del 2006, e sorto sulle ceneri del vecchio impianto, edificato nel 1936 sotto il regime di Hitler - la finale della Champions League 2014/2015, con il Barcelona, contrapposto alla nostrana Juventus. Entrambe le squadre sono fresche campionesse del proprio Paese.
Mi piace il calcio. Un po' meno i suoi contorni, che tuttavia, penso, siano proprio il catalizzatore del consenso sfrenato che ha permesso a questo sport di divenire negli ultimi venti anni quello più seguito e amato dell'intero globo.
Proprio l'intero globo questa sera sarà sintonizzato a Berlino, per questo importante evento sportivo e mediatico.

Il Barcelona arriva con i favori del pronostico; la società catalana sono ormai anni che ha impregnato stabilmente il suo glifo tra le steli dell'alta nobiltà del calcio europeo e mondiale. Tutto, o quasi, iniziò con l'avvento di Rickard nei primi anni Duemila. L'allenatore, un tempo giocatore del Milan, portò i rossoblù alla vittoria della Champions League 2005/2006. Terminato il suo lavoro, passò la consegna all'emergente Guardiola, il quale riuscì nel primo anno a vincere tutti le competizioni e a divenire perciò il modello da seguire per tutti gli altri allenatori. Il Barcelona si è distinto per il suo possesso palla frenetico; caratterizzato da una fitta rete di passaggi palla a terra a mo di calcetto. Nel 2011, mi pare, arrivò la terza Champions League in sei anni: col Manchester United, sconfitto come nel 2009.
Queste vittorie hanno permesso alla squadra polisportiva della città di Gaudì, di usufruire di straordinarie entrate economiche, le quali, hanno consentito l'acquisto dei migliori giocatori sul mercato mondiale del momento.

La Juventus arriva di contrappunto con i sfavori del pronostico; la squadra più titolata di Italia ritorna dopo ben dodici anni a un appuntamento finale di una coppa internazionale. Risorta dalle ceneri che nel 2006 investirono il Bel Pese col cosiddetto scandalo "Calciopoli", che la portarono a giocare una stagione in Serie B; la squadra torinese è al momento nell'alta borghesia del calcio. Da quattro anni vincitrice del Campionato, i suoi successi - seguiti da una tetrarchia annuale magra di soddisfazioni e grassa di malcontenti - furono opera di Conte: un tempo giocatore juventino, nel 2011 sedutosi sulla panchina bianconera.
Proprio da quel periodo la Juventus poté usufruire del nuovo stadio, e grazie ai successi conseguiti, riuscì a costruire una compagine in grado, anno dopo anno, di prostrarsi sempre più fino ai massimi livelli europei. Fintantoché quest'anno - un po' a sorpresa - la squadra, presa dal licenziatosi Conte da Allegri; oltre a vincere il suo quarto campionato - pareggiando così le altrettante stagioni di insuccessi - è riuscita ad arrivare alla finale della Champions League.
Sarà una bella partita. E speriamo che vinca la Juventus.

  




07/06/2015

Per i portici e le vie del centro si ode poco o nulla. La Juventus ha perso, 1-3, e le genti camminano deluse a testa bassa ripensando magari alla partita prima di rincasare.
Quest'oggi ho ricevuto una lieta notizia e compiuto valida azione. Svegliatomi in tarda mattinata, mia mamma mia ha avvisato che hanno chiamato papà dallo studio veterinario per avvisare che hanno trovato venerdì pomeriggio un piccolo gatto abbandonato. E' grigio, non rossiccio come lo avrei voluto. Ma poco importa; mi pare che necessiti di un po' di amore. Lo andremo a prendere molto probabilmente martedì, dopo la lezione di pianoforte.
Al pomeriggio, su diretta ispirazione del tempo, ho scelto di andare alla Scuméa - il torrente spotornese attiguo a via Foce e lo spiano usato in estate per i gonfiabili e i giochi dei bambini - e prende un girino. Ho preso il più piccolo che c'era; l'ho messo dunque in un bicchiere portato da casa e ho preso dal terreno limitante lo stretto guado qualche pietra e qualche erbetta, affinché si possa trovare nell'acquario da me poi immesso, in un ambiente più simile al quale ha sperimentato le prime giornate di vita e al quale sperimenterà una volta divenuto rospo o rana, quando sarà liberato.

9 Giugno

E' scoccata da poco la mezzanotte. Il paese dorme e i suoi abitanti hanno rincasato da tempo. Io sono rimasto qua, nell'ufficio dei miei genitori, a fare alcunché di significativo.
Il girino chiamato convenzionalmente Luigi II - in quanto un girino Luigi lo ebbi già qualche anno fa - sta crescendo lentamente. Ora, se mi metto per traverso nell'acquario riesco a scrutare la minuta fisionomia della sua testa, dalla quale, spuntano lateralmente due piccoli occhi seriosi già da rana navigata.
Domani, dopo pianoforte, andrò con la mia mamma a prendere il gattino. Là è accudito poiché trovatello. Non vedo l'ora di offrigli un po' di amore e divertimento: mi piacerà poi, capire bene la sua psicologia e per questo tenterò di studiarlo.
Ora vado a dormire.






   

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